logo scaialbengo
chiamaci al 340 8937839
04
MAG
2018

Imboccatura: Come, quando e perché..

Posted By :
Comments : 0

E’ strano come certi cavalli che vengono avviati in capezza per poi passare all’imboccatura, ad un certo punto per volontà del cavaliere vengono riportati in capezza, solo perchè non si vuole fare loro del male, o al contrario certi cavalli passano da un imboccatura severa ad una sempre peggio.

In realtà probabilmente è la nostra formazione che va rivista.

Con una capezza, la responsabilità sarà nelle nostre mani e con un imboccatura la maggiore responsabilità sarà trasferita sul cavallo.

Mentre la capezza in corda consente al cavallo un segnale maggiore prima del contatto diretto, permettendo al cavallo di prepararsi e al cavaliere di sviluppare il feel e capire quanto poco ci vuole per ottenere tanto, con il filetto si otterà tanto senza capire quanto poco ci voleva.

Con il rischio che il cavallo paghi i nostri errori.

Ecco perchè si dovrebbe iniziare come allievi, dal montare senza contatto (imboccatura).

La domanda è:

Bisogno di di controllare il vostro cavallo o migliorare e perfezionare la vostra comunicazione?

Cè una grande differenza.

Le imboccature sono un mistero per la maggior parte delle persone.

L’errore più comune di solito è: Più grande è il problema, più grande sarà l’imboccatura  necessaria per correggerlo.

L’equitazione Naturale non consiste nel togliere l’imboccatura al cavallo, ma è un percorso che parte da terra con la capezza e prosegue in sella sempre con la capezza, poi con il filetto per passare all’ hackamore ( Bosal e Mecate ), fino ad arrivare al morso.

I veri cavalieri sono metà cavallo e metà umano.

Una volta diventato un cavaliere, con un assetto indipendente, mani che si chiudono lentamente e aprono rapidamente, saremo in grado di insegnare al nostro cavallo come superare il suo naturale istinto di opposizione.

Fino a quando non impariamo queste abilità, ed il cavallo non avrà più riflessi di opposizione, la cosa peggiore è mettere nella bocca del cavallo qualsiasi imboccatura.

Spesso le persone che non conoscono il comportamento del cavallo, utilizzano le imboccature come freni.

in questo modo hanno continuamente bisogno di passare a strumenti meccanici sempre più forti. Il più delle volte questi strumenti di tortura portano solo a rendere il cavallo più fuori controllo e pericoloso da gestire.

Con l’utilizzo della pura meccanica il cavallo diventa solo più resistente e la sua intelligenza (capacità di adattamento alle situazioni, che nel cavallo è altissima) lo porta a trovare un modo per fare ciò che vuole in ogni caso.

Purtroppo la linea di pensiero è: se il cavallo non fa qualcosa, utilizza sempre di più leva. Quando la leva smette di lavorare, il cavallo è spesso ritenuto troppo pericoloso e… se non si fa male qualcuno prima, ci rimette sempre lui.

Tutto quello che bisognava fare è pensare come un cavallo, invece di pensare come un essere umano.

La maggioranza delle persone arriva a tutto ciò per ignoranza e paura, non per cattiveria.

Questo è stato l’unico modo che hanno conosciuto per fermare un cavallo, ma ciò di cui le persone necessitano è la conoscenza ed il buon senso.

Nel natural-horsemanship si inizia dalla mente, che è la leva più grossa e potente.

Non importa se il cavallo ha 15 anni o 4, nel natural-horsemanship si segue una linea, cioè se cè un problema si va alla radice, il così detto restart.

Un puledro inizia con l’accettare l’umano, gli oggetti, la sella, il cavaliere e l’imboccatura.

Così anche un cavallo con dei problemi, indipendentemente dalla sua età ripercorrerà questo percorso, per ricoprire le lacune e rimediare per quanto possibile gli errori subiti.

Il modo migliore per fermare un cavallo è quello di insegnargli la “flessione laterale”.

Cosa vuol dire: una redine per controllare e due per comunicare?

nel senso che una redine è per la flessione laterale che porta al disimpegno dei posteriori e due redini per la flessione verticale che invece portano all’impegno dei posteriori e l’elevazione della spina dorsale.

Questo sarà importante per un ottimo lavoro in riunione, ma può diventare un problema se invece accade ad un cavallo spaventato e un cavaliere che non conosce certi concetti, perchè portare più potenza ai posteriori aumenta l’effetto delle reazioni negative, oltre al fatto che una preda che si sente bloccata diventerà molto claustrofobica,  ecco dove nascono gran parte dei problemi per chi incorre nella meccanica senza pensare come un cavallo.

tutto inizia da terra, con l’utilizzo di una capezza, si insegna al cavallo ad essere responsabile e a cedere alle pressioni eliminando il suo naturale riflesso di opposizione per diventare leggero, poi si insegna la flessione laterale, sempre prima da terra.

Dopo di che in sella, con una capezza in corda, si lavorerà anche li al fine di eliminare il naturale riflesso d’opposizione, fino a quando le manovre richieste verranno offerte con disponibilità.

Quando non ci saranno più problemi di controllo, si passerà alla fase di comunicazione, quindi al filetto, per raffinare la flessione ed in seguito, quando ci sarà una grande disponibilità e leggerezza da parte del cavallo, si lavorerà sulla flessione verticale.

Si proseguirà con l’hackamore, cioè Bosal e Mecate.

Questo, utilizza lo stesso principio del morso, incoraggiando il cavallo a portare la testa in posizione  verticale.

dopo di che si passerà al Bosalito, che è un piccolo bosal, utilizzaro per combinare flessione laterale e verticale utilizzato durante la transizione tra bosal e morso.

Perchè utilizzare il morso ?

Quando si sceglie di utilizzare una maggiore raffinatezza nella flessione verticale, per avanzare nella comunicazione,  quando, cavallo e cavaliere saranno entrambi responsabili e quando il rispetto, impulso e flessione saranno perfetti e ci sarà armonia tra cavallo e cavaliere.

Tanti si fermano semplicemente al filetto, ma se si vuole utilizzare una sola mano, questo non sarà possibile, per via del fatto che il filetto è costruito per lavorare a due mani.

il morso è utilizzato per il fatto che un ottima flessione verticale si ottiene con mani che lavorano in modo uguale, ed il morso (non spezzato) è stato progettato per quello, in modo da lasciare una mano libera per Il rope nel lavoro con il bestiame o altri strumenti.

Non è detto che tutti i cavalli debbano indossare il filetto e non è detto che per ottenere la riunione bisogna per forza usare un filetto.

Nella tradizione Vaquera Californiana il filetto non esiste, si inizia la doma in capezza e si termina in hackamore.

In antichità i Vaqueros non usavano neanche lo spade-bit per carenza di metalli e per i costi eccessivi, così preparavano i loro cavalli per tutta la vita in hackamore (Bosal e Mecate)

Comunque se si volesse seguire la tradizione Californiana, quando il cavallo è pronto, si passa al Two Rein (hackamore e spade-bit) per terminare l’addestramento lasciando solo lo spade-bit.

(lo spade-bit è un morso custom californiano, disegnato per inserirsi perfettamente nella bocca del cavallo, caratterizzato da un piccolo rullo chiamato “grillo” per il suo suono, situato al centro che serve per capire lo stato emotivo del cavallo. se questo suona troppo il cavallo è agitato)

I tempi per preparare un cavallo a tutto ciò sono anche quattro anni.

L’intera questione trattata fin qui è davvero un misto fra scienza ed arte, ognuno ricerca e segue quello che è più giusto per il suo scopo, ma il consiglio che ho capito facendo questa complicata ricerca, per poter aiutare chi è interessato a farsi un po di chiarezza è che prima di tutto bisogna diventare cavalieri, attraverso la conoscenza, per vedere e capire le cose dal punto di vista del cavallo, che è uno dei maggiori esperti di tutto ciò.

About the Author